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  STUDI CLINICI

Gli ottimi risultati ottenuti con la proteina Tat biologicamente attiva nelle scimmie hanno spinto l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) a sponsorizzare trial clinici di fase I in Italia. In questi studi la proteina Tat è stata inoculata nell’uomo per valutarne la sicurezza e la  immunogenicità.

La piattaforma per lo sviluppo della sperimentazione clinica del vaccino Tat ha richiesto le seguenti attività:

  1. Produzione del vaccino Tat in condizioni di “Good Manufacturing Practice” (GMP). E’ stato necessario identificare una struttura validata per la produzione del vaccino necessario alla conduzione di trial di Fase I nell’uomo. Una struttura per la produzione GMP non era presente in Italia. Il vaccino Tat GMP è stato quindi prodotto nel Regno Unito in linea con la corrente normativa dell’Unione Europea (UE). Studi comparati fra il prodotto GMP e il prodotto utilizzato per lo sviluppo preclinico hanno confermato che le caratteristiche dei due prodotti erano le stesse. Il prodotto GMP è stato ulteriormente caratterizzato mediante analisi molecolare (sequenziamento aminoacidico e spettrometria di massa). I test di stabilità eseguiti sul prodotto finale hanno confermato che il lotto clinico ottenuto in condizioni GMP manteneva intatta l’attività biologica fino a due anni quando conservato a -80°C.

  2. Approvazione per l’uso nell’uomo da parte delle Agenzie Regolatorie. Nel rispetto delle linee guida e delle normative delle autorità regolatorie Europee e Italiane, un dossier ("Expert Report") è stato sottoposto alla "Commissione per la valutazione di sicurezza e qualità dei nuovi farmaci ", all’ISS e al Ministero della Salute Italiano. L’Expert Report conteneva le informazioni richieste per legge sulla qualità, sicurezza, immunogenicità ed efficacia del vaccino Tat in studi preclinici e includeva anche i protocolli clinici. In seguito all’approvazione dello studio da parte delle Agenzie Regolatorie e dei Comitati Etici, l’arruolamento di volontari è cominciato per i trial clinici di Fase I, sia preventivi che terapeutici, nei siti clinici preposti alla sperimentazione (quattro siti clinici sul territorio nazionale, tre a Roma e uno a Milano).

  3. Piattaforme clinica, di laboratorio e socio-comportamentale. Allo scopo di assicurare uniformità e comparabilità dei risultati generati negli studi clinici in un contesto multicentrico, tutte le attività cliniche e di laboratorio, come anche gli aspetti psicosociali e comportamentali, sono state armonizzate fra i centri partecipanti secondo le procedure di Good Clinical Practice (GCP). La realizzazione di questo obiettivo ha comportato la creazione di piattaforme specifiche in grado di integrare in modo armonico gli aspetti clinici, laboratoristici e psicosociali.

  4. Coinvolgimento del Community Advisory Board (CAB). Per la conduzione degli studi ci si è anche avvalsi della istituzione di un CAB, comprendente le Organizzazioni Non Governative (ONG) più rappresentative che si occupano in Italia di HIV/AIDS. Il CAB ha fornito un network per la comunicazione tra la comunità dei pazienti, i ricercatori, gli operatori sanitari e lo sponsor. Il CAB ha inoltre fornito un supporto di “counselling” e informazione ai volontari.
I protocolli di studio preventivo (P-001) e terapeutico (T-001)
Caratteristiche dei volontari arruolati:
  • Adulti sani non infettati da HIV e a basso rischio di infezione (protocollo preventivo)
  • Volontari adulti infettati da HIV-1, asintomatici, non sottoposti a terapia antiretrovirale, con cellule CD4+ in numero uguale o superiore a 400/µl di sangue e carica virale uguale o inferiore a 50.000 copie/ml (protocollo terapeutico).
 
Obiettivi della sperimentazione per il protocollo preventivo (P-001) e terapeutico (T-001):
  • Qualificare la proteina Tat biologicamente attiva come sicura (obiettivo primario) e
  • Qualificare la proteina Tat come immunogenica (obiettivo secondario) per una sua ulteriore valutazione in trial di Fase II.
 

Articolazione della sperimentazione:

  • Entrambi gli studi (P-001 e T-001) erano randomizzati, controllati con placebo, e in doppio cieco (nè i volontari nè coloro che somministravano il vaccino sapevano quali volontari ricevevano il vaccino o il placebo).
  • I volontari sono stati divisi in maniera ”randomizzata” nei due gruppi di trattamento con differenti modalità di somministrazione. Ai volontari ed ai medici era altresì ignoto a quale gruppo di dosaggio appartenessero (placebo o  vaccino a differenti dosi).
  • Nel Gruppo di Trattamento A, i volontari hanno ricevuto Tat per via sottocutanea (sotto la pelle) con alum come adiuvante. Una dose di 7.5, 15 o 30 µg di Tat è stata somministrata alle settimane 0, 4, 8, 12, e 16. Un gruppo di volontari ha ricevuto alum più soluzione salina come placebo (“trattamento” inerte).
  • Nel Gruppo di Trattamento B, i volontari hanno ricevuto Tat per via intradermica (nella pelle) senza adiuvante. Una dose di 7.5, 15 o 30 µg di Tat è stata somministrata alle settimane 0, 4, 8, 12, e 16. Un gruppo di volontari ha ricevuto soluzione salina (acqua e sale, soluzione fisiologica) come placebo.

La sicurezza clinica e di laboratorio è stata monitorata costantemente durante lo studio ed è stata valutata da una "Commissione Indipendente per la Valutazione degli Eventi Avversi”. La conduzione operativa dei trial clinici (visite iniziali, visite di controllo di routine e visite finali) e la certificazione qualitativa delle attività (ispezione dei siti clinici, certificazione e validazione finale dei database, appropriatezza delle visite di controllo previste all’interno dello studio clinico) sono state effettuate dalla Parexel International, una “Contract Research Organization” (CRO) altamente specializzata per la conduzione di sperimentazioni cliniche a livello globale, riconosciuta dalle Agenzie Regolatorie.

Risultati dello Studio:

Al termine degli studi, la Commissione Indipendente per la Valutazione degli Eventi Avversi e la CRO hanno certificato la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino negli individui HIV-negativi (P-001) e HIV-positivi (T-001). Ciò ha confermato il pieno raggiungimento degli obiettivi primari e secondari sia del trial preventivo che di quello terapeutico. Tutti i “report” sono stati sottomessi agli Enti Istituzionali ed alle Agenzie Regolatorie preposte.

La positiva conclusione degli studi di Fase I ha incoraggiato e supportato pienamente l’avvio dei trial di Fase II, diretti a valutare l’immunogenicità ed a confermare la sicurezza del vaccino Tat in un più ampio numero di volontari.

Una review della storia del vaccino Tat, dalla ricerca di base agli studi preclinici e alla conclusione dei trial di Fase I, è stata recentemente pubblicata in un editoriale dalla rivista "AIDS". (Barbara Ensoli, Valeria Fiorelli, Fabrizio Ensoli, Aurelio Cafaro, Fausto Titti, Stefano Butto`, Paolo Monini, Mauro Magnani, Antonella Caputo and Enrico Garaci - AIDS 2006, 20:2245–2261).

 

 

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