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| rapporto sessuale non protetto con un partner sieropositivo |
Trasmissione verticale
(da madre a figlio)
- in utero;
- durante il parto;
- durante l’allattamento |
Uso di droghe per endovena (ormai raro in Occidente: sangue o derivati di sangue infetto)
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INFEZIONE DA HIV
L’HIV viene trasmesso da una persona sieropositiva ad un’altra persona. L’HIV può essere trasmesso da una persona infettata anche se questa non appare malata o non è risultata “positiva” al test dell’HIV. Questo può accadere perché la presenza degli anticorpi anti-HIV può non essere rilevata nel sangue fino anche a sei mesi dopo l’avvenuta infezione. Infatti, dopo l’infezione, gli anticorpi anti-HIV specifici richiedono del tempo per essere prodotti, nonostante il virus sia già presente e si replichi. Questo periodo di assenza di anticorpi anti-HIV specifici può variare da un minimo di 20 giorni ad un massimo di sei mesi dopo l’avvenuta infezione e si chiama “periodo finestra”. L’infezione nel periodo finestra può essere individuata mediante la ricerca dell’RNA virale nel sangue.
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