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VACCINI TAT: SECONDA GENERAZIONE |
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| Tat veicolato da Microparticelle (codice T1-beta) |
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T1-beta è una formulazione vaccinale in cui Tat biologicamente attiva è assorbita su microparticelle polimeriche biocompatibili che legano Tat reversibilmente alla loro superficie senza la necessità di tensioattivi e/o detergenti.
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T-1 beta è stata progettata specificamente per l’uso nei Paesi in via di sviluppo, dove sussistono problemi di conservazione del vaccino alle basse temperature. Negli studi preclinici, questa formulazione ha dimostrato di essere stabile ed efficace anche dopo la conservazione a temperatura ambiente. |
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Razionale |
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Gli antigeni solubili (peptidi e proteine) somministrati attraverso la via parenterale (in genere mediante un’iniezione) e mucosale, hanno di solito una scarsa immunogenicità a causa della scarsa internalizzazione entro le cellule e la ridotta stabilità. Tuttavia, la loro somministrazione mediante un adeguato sistema di veicolazione, ad esempio particelle fisiche, aumenta notevolmente la loro stabilità e l’immunogenicità, permettendo, quindi, di ridurre la dose di antigene. |
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Il più comune sistema di veicolazione di antigeni è basato su microparticelle biodegradabili costituite da acido polilattico co-glicolico, noto come PLGA. L'inconveniente di questo sistema è che gli antigeni vengono danneggiati durante l’incapsulamento, con una conseguente significativa riduzione dell’attività del vaccino. |
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Un altro comune approccio, è basato sul legame dell’antigene alla superficie di particelle in cui gruppi funzionali interagiscono con DNA o proteine/peptidi. L'inconveniente di questi sistemi è che l'uso di solventi clorati, tensioattivi e/o detergenti usati durante la preparazione interferiscono con la riproducibilità sulle particelle con conseguente variabilità delle formulazioni. |
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Per superare questi limiti, è stata sviluppata una piattaforma innovativa biofarmaceutica di veicolazione in collaborazione con i ricercatori dell'Università del Piemonte Orientale (Laus M., Sparnacci K.), dell'Università di Padova (Caputo A.) e del Centro Nazionale Ricerche Italiano (Tondelli L.). Essa è basata su particelle polimeriche innovative, (nanoparticelle, 50-1000 nm, e microparticelle, 1-5 µm), capaci di legare reversibilmente in superficie macromolecole biologicamente attive. Il processo di sviluppo delle nanoparticelle e delle microparticelle è eseguito da una spin-off dell'Università del Piemonte Orientale. |
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La procedura per la sintesi di queste particelle si offre ad una semplice ed economica espansione dei processi di produzione, conforme ai requisiti regolatori di EMEA/FDA. La procedura genera particelle di dimensioni riproducibili, omogenee ed esenti da endotossine. Le particelle sono stabili per almeno 5 anni a temperatura ambiente in sospensione o liofilizzate e possono essere sterilizzate in autoclave senza alterarne la morfologia o le proprietà di legame e rilascio dell’antigene. |
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Queste particelle possono legare un’elevata quantità di antigene ed assorbire proteine con diversi punti isoelettrici, inclusa Tat di HIV-1. Studi preliminari indicano che Tat legata alle particelle è stabile a temperatura ambiente per molte settimane sia come sospensione che in forma liofilizzata. |
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| Studi pre-clinici nei topi confermano che Tat legata alle particelle non è tossica, anche dopo diverse somministrazioni di alte dosi (fino ad 1 mg) di antigene. |
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Questi studi mostrano anche un aumento dell’intensità e dello spettro della risposta immune, sia umorale che cellulare, contro Tat. Risultati simili sono stati ottenuti anche nelle scimmie usando la proteina Tat di HIV-1 formulata con le microparticelle. Nel loro complesso, i dati raccolti indicano che, oltre ad essere un efficiente veicolo per l’antigene Tat, queste nano- e micro-particelle hanno importanti funzioni immunomodulatorie e adiuvanti. In aggiunta, queste microparticelle possono essere usate per veicolare DNA e proteine, inclusa Tat, per altri tipi di vaccini.
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